Arbitro bancario finanziario TLT FINCREDIT SRL

Arbitro bancario finanziario

Chi è e cosa fa l’Arbitro Bancario Finanziario?

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione delle controversie tra i clientie le banche e gli altri intermediari finanziari. È detto “stragiudiziale” perché offre un’alternativa più semplice, rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice.

L’ABF è un sistema nuovo da non confondere con la conciliazione o con l’arbitrato.

L’Arbitro è un organismo indipendente e imparziale che decide in pochi mesi chi ha ragione e chi ha torto.Le decisioni non sono vincolanti come quelle del giudice ma se l’intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico.

Il cliente può rivolgersi all’Arbitro solo dopo aver tentato di risolvere il problema direttamente con la banca o l’intermediario, presentando ad essi un reclamo. Se non rimane soddisfatto delle decisioni dell’Arbitro, può comunque rivolgersi al giudice.
La Banca d’Italia fornisce i mezzi per il suo funzionamento. Chi può ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario?

Tutti i clienti, cioè tutti coloro che hanno in corso o hanno avuto rapporti contrattuali con banche o intermediari finanziari relativi a servizi bancari e finanziari. Per il ricorso all’Arbitro non è necessaria l’assistenza di un avvocato.

Quali sono gli intermediari soggetti alle decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario?

Sono obbligati ad aderire: 

  • le banche
  • gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106 e 107 del Testo
  • Unico Bancario
  • gli Istituti di Moneta Elettronica (IMEL) che operano in Italia
  • Poste Italiane per le attività di Bancoposta
  • le banche e gli intermediari esteri che operano in Italia.

Per semplicità, in questa Guida li chiamiamo tutti “intermediari”.

Se la controversia è con un intermediario estero, può darsi che questo non sia soggetto alle decisioni dell’ABF. In questo caso, se l’intermediario è sottoposto a un sistema stragiudiziale estero facente parte della rete Fin-Net, la Segreteria tecnica dell’ABF fornisce le informazioni utili e la collaborazione necessaria per presentare il ricorso a tale sistema.

Quanto costa?

Per presentare il ricorso basta versare un contributo spese di 20 euro, che viene rimborsato dall’intermediario se il ricorso è accolto.
Cosa fare prima di ricorrere:

L’Arbitro Bancario Finanziario è composto da un Organo decidente e da una Segreteria tecnica. L’Organo decidente è articolato sul territorio nazionale in tre Collegi:

  • Milano decide i ricorsi dei clienti che hanno il domicilio in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto.
  • Roma decide i ricorsi dei clienti che hanno il domicilio in Abruzzo, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, oppure in uno Stato estero.
  • Napoli decide i ricorsi dei clienti che hanno il domicilio in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia.

Per domicilio si intende l’indirizzo dichiarato dal cliente nel ricorso.
In ciascun Collegio l’Organo decidente è composto da cinque membri:

  • il Presidente e due membri sono scelti dalla Banca d’Italia
  • un membro è designato dalle associazioni degli intermediari
  • un membro è designato dalle associazioni che rappresentano i clienti (imprese e consumatori).

Ogni Collegio ha la sua Segreteria tecnica, che ha il compito di: ricevere il ricorso, curare la raccolta della documentazione ricevuta dalle parti, richiedere eventuali integrazioni e sottoporla al Collegio per la decisione.

L’attività di Segreteria tecnica è svolta dalla Banca d’Italia. Verificare se il problema può essere risolto dall’Arbitro Bancario Finanziario

Tutte le controversie che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari quali ad esempio i conti correnti, i mutui, i prestiti personali:

  • fino a 100.000 euro, se il cliente chiede unasomma di denaro;
  • senza limiti di importo, quando si chiede soltanto di accertare diritti, obblighi e facoltà (ad esempio quando si lamenta la mancata consegna della documentazione di trasparenza o la mancata cancellazione di un’ipoteca dopo aver estinto un mutuo).

Su cosa non può decidere:

Controversie che riguardano servizi e attività di investimento quali ad esempio la compravendita di azioni e obbligazioni ovvero le operazioni in strumenti finanziari derivati, che sono di competenza del sistema di conciliazione e arbitrato della Consob. Controversie che riguardano beni o servizi diversi da quelli bancari e finanziari, quali il bene concesso in leasing o venduto mediante operazioni di credito al consumo oppure le forniture connesse a operazioni di factoring. Ad esempio, nel caso del leasing o del prestito per l’acquisto di un bene, l’Arbitro non decide sui difetti del bene oggetto del contratto.

 Controversie già all’esame dell’autorità giudiziaria, di arbitri o di conciliatori. Il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario è tuttavia possibile se una procedura di conciliazione non va a buon fine.

Controversie relative a operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2007. Per verificare con facilità se il tuo problema può essere risolto dall’Arbitro Bancario Finanziario consulta il percorso guidato sul sito web dell’Arbitro.

Prima di ricorrere:
Avere a disposizione copia di questa Guida presso le filiali degli intermediari e portarla con sé. La Guida può anche essere scaricata dai siti internet degli intermediari.Presentare un reclamo all’intermediario e ricevere una risposta entro 30 giorni.

 Essere adeguatamente informato, da parte dell’intermediario, sul diritto di ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario e sulle procedure di ricorso, anche attraverso la documentazione di trasparenza (Documenti contenenti i principali diritti del cliente, Fogli Informativi).

Ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario: questo diritto è irrinunciabile e può essere esercitato anche senza rivolgersi a un avvocato.

Nel corso della procedura:
Ricevere dalla Segreteria tecnica l’eventuale comunicazione che il ricorso è incompleto, irregolare o tardivo (ricorso irricevibile). Nei casi in cui è possibile regolarizzare il ricorso, ricevere dalla Segreteria tecnica indicazioni su come fare.

 Ricevere dalla Segreteria tecnica comunicazione circa l’eventuale estinzione, interruzione o sospensione della procedura.

 Ricevere dalla Segreteria tecnica copia delle controdeduzioni dell’intermediario se sono state richieste all’atto del ricorso.

 Avere la pronuncia del Collegio entro 60 giorni dalla data in cui la Segreteria tecnica ha ricevuto le controdeduzioni dall’intermediario o dalla data di scadenza del termine per presentarle, a meno che i termini non siano stati sospesi.

Dopo la decisione:


  • Ricorrere all’autorità giudiziaria o a ogni altro strumento previsto dall’ordinamento per la tutela dei propri diritti e interessi.
  • Ricevere dall’intermediario il rimborso dei 20 euro versati come contributo spese, se il ricorso viene accolto anche solo in parte.
  • Ricevere dalla Segreteria tecnica la comunicazione della decisione e della motivazione ntro 30 giorni dalla pronuncia.

 Se l’intermediario non rispetta la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario, vedere adeguatamente pubblicizzato l’inadempimento.

Il reclamo all’intermediario:

Prima di rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, è necessario presentare un reclamo all’intermediario che deve avere al suo interno un apposito ufficio o una persona responsabile della gestione dei reclami, sempre aggiornata sugli orientamenti e sulle decisioni dell’Arbitro.

Il reclamo deve avere una risposta entro 30 giorni dalla presentazione. Se è accolto, l’intermediario comunica al cliente quanto tempo è necessario per risolvere il problema.

Il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario:

Se non riceve risposta entro 30 giorni oppure se non è soddisfatto della risposta, il cliente può presentare ricorso all’Arbitro, purché non siano trascorsi più di dodici mesi dalla presentazione del reclamo all’intermediario. Prima di presentare il ricorso è necessario versare 20 euro come contributo alle spese della procedura.
Il versamento può essere effettuato:
 

  • con bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Banca d’Italia - Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario” IBAN IT71M0100003205000000000904;
  • con versamento sul conto corrente postale n. 98025661 intestato a “Banca d’Italia - Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario”;
  • in contanti presso tutte le Filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico con eccezione delle unità specializzate nella vigilanza (vedi sito www.arbitrobancariofinanziario.it). In tutti i casi occorre indicare la causale “Ricorso ABF” e il codice fiscale o la Partita IVA del cliente cui il ricorso si riferisce.
  • Copia della ricevuta che attesta il pagamento deve essere inviata insieme al ricorso, che altrimenti sarà irricevibile.

L’invio del ricorso:

Il modulo per il ricorso è disponibile sul sito web dell’Arbitro Bancario Finanziario e presso tutte le Filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico. Una copia del modulo è inoltre disponibile alla fine di questa Guida. Il modulo compilato e firmato, con i relativi allegati, e l’attestazione del pagamento di 20 euro devono essere inoltrati, personalmente o tramite un rappresentante (incluse le associazioni di categoria alle quali il cliente aderisce), con una di queste modalità (vedi il sito www.arbitrobancariofinanziario.it):

  • per posta, via fax o con posta elettronica certificata (PEC), alla Segreteria tecnica competente
  • a tutte le Filiali della Banca d’Italia;
  • a mano, presso tutte le Filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico, che lo inviano alla Segreteria tecnica competente.

La pubblicità dell’inadempimento:

Se l’intermediario non rispetta la decisione o non collabora al funzionamento della procedura, il suo inadempimento è pubblicato sul sito internet dell’Arbitro Bancario Finanziario, sul sito internet della Banca d’Italia e, a spese dell’intermediario, in due quotidiani ad ampia diffusione nazionale.

È inadempiente l’intermediario che:

  • non esegue o esegue solo in parte la prestazione imposta dalla decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario
  • non rimborsa al cliente i 20 euro versati come contributo spese, se il ricorso è stato accolto anche solo in parte non versa alla Banca d’Italia il contributo spese di 200 euro dovuto se il ricorso viene accolto anche solo in parte.

Non collabora al funzionamento della procedura l’intermediario che:

  • non versa il contributo dovuto ai fini della liquidazione dei compensi dei membri dei Collegi designati dalle associazioni degli intermediari
  • omette o invia in ritardo la documentazione richiesta, se questo impedisce all’ABF di decidere la controversia.

Domande, chiarimenti, informazioni utili:

L’Arbitro Bancario Finanziario ha il suo sito web (www.arbitrobancariofinanziario.it), dove verificare, con il percorso guidato, se il problema può essere risolto dall’Arbitro, consultare albi ed elenchi degli intermediari che aderiscono all’Arbitro, scaricare la modulistica e la normativa di riferimento, consultare le decisioni e sapere quali intermediari non le hanno rispettate.

Indirizzi delle segreterie tecniche dell’Arbitro Bancario Finanziario presso le Sedi della Banca d’Italia di Milano, Roma, Napoli:

Segreteria tecnica del Collegio di Milano
Via Cordusio, 5
20123 Milano
Telefono: 02 724241

Segreteria tecnica del Collegio di Roma
Via Venti Settembre, 97/e
00187 Roma
Telefono: 06 47921

Segreteria tecnica del Collegio di Napoli
Via Miguel Cervantes, 71
80133 Napoli
Telefono: 081 7975111

Contro-deduzioni:
Documentazione fornita dall’intermediario per spiegare la propria posizione sulla controversia. Controversia o lite Contrasto tra due o più persone che sono in disaccordo su una questione.Fin-Net (Financial Dispute Resolution Network). La rete europea di cooperazione tra gli organismi nazionali di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di servizi finanziari. Vi aderiscono tutti i paesi dell’Unione europea, più l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia.
Istituti di moneta elettronica(IMEL):

Imprese, diverse dalle banche, che svolgono in via esclusiva l’attività di emissione di moneta elettronica. Possono anche svolgere attività connesse e strumentali a quella esercitata in esclusiva e offrire servizi di pagamento. È preclusa loro l’attività di concessione di crediti in qualunque forma.
Il cliente e l’intermediario tra i quali è insorta la controversia.

Posta elettronica certificata (PEC)

La PEC è un servizio, offerto da operatori inseriti in uno specifico elenco pubblico tenuto dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA), che consente la trasmissione elettronica dei messaggi con valore equiparabile a quello della raccomandata A/R.Al momento dell’inoltro, il gestore del servizio PEC invia al mittente una ricevuta dell’avvenuta (o mancata) trasmissione del messaggio.

Le normali e-mail, anche se provviste di forme di ricevute di avvenuta consegna o lettura, non hanno valore di posta elettronica certificata.

Reclamo:
L’atto con cui il cliente, identificandosi chiaramente, contesta all’intermediario in forma scritta (ad esempio, lettera, fax, e-mail) un comportamento di cui è rimasto insoddisfatto.
Ricorso irricevibile:
Ricorso incompleto, irregolare o presentato oltre i termini previsti (ad esempio: ricorso che palesemente non rientri nella competenza dell’Arbitro; ricorso in cui sia indeterminato il cliente o l’intermediario oppure proposto nei confronti di soggetti che non sono intermediari; ricorso in cui manchi la contestazione di un comportamento dell’intermediario; ricorso per il quale non sia attestato il versamento del contributo spese di 20 euro; ricorso presentato senza utilizzare l’apposita modulistica oppure privo di firma; ricorso proposto oltre la scadenza del termine di 12 mesi dalla presentazione del reclamo all’intermediario; ricorso relativo a operazioni o comportamenti dell’intermediario anteriori al 1° gennaio 2007).